Archivi tag: giradischi

A raccontare che Claudio Rocchetti, uno dei più interessanti sperimentatori nel panorama europeo della musica elettronica, ha cominciato a suonare come chitarrista e bassista in gruppi hardcore e noise, forse ci crederebbero in pochi. Eppure è stato proprio così, finché non ha scoperto il giradischi e le infinità possibilità di manipolazione sonora da esso offerte. I suoi progetti sono tanti e diversi fra loro, alcuni vivono su disco (bellissimo The Carpenter, uscito nel 2009 per Boring Machines) e altri prediligono la dimensione performativa, alcuni lo vedono in veste solista e altri in collaborazione con altri artisti (Olyvetty, 3/4HadBeenEliminated, Hypnoflash, Zurich Against Zurich, In Zaire – li trovate qui). Da qualche anno ha lasciato l’Italia per trasferirsi a Berlino (in tempi non sospetti, quando ancora Kreuzberg non era diventato il quartiere agognato da tutti i giovani europei), riuscendo in poco tempo e con tanta determinazione (oltre che enorme talento e altrettanto gusto musicale) a ritagliarsi spazi sempre più importanti nell’ambito della musica sperimentale.

Cosa c’è scritto nel tuo biglietto da visita? O cosa ci sarebbe scritto se ne avessi uno?
CR – Non ho un biglietto da visita anche perché non so bene cosa scriverci sopra, e infatti quando è ora di scambiare contatti etc. le pessime figure si sprecano.

Quando e perché hai deciso di fare il musicista?
CR – Ho iniziato a pensare alla musica come attività principale a Bologna, intorno ai vent’anni… Venivo da uno strano periodo dove non avevo toccato strumenti né ascoltato nulla. Poi ho scoperto l’elettronica e da lì ho iniziato ad accumulare idee e conoscenze.

Cosa rappresenta per te la musica?
CR – È la cosa che occupa le mie giornate, il mezzo d’espressione che preferisco. Organizzare suoni, modellare ambienti, sperimentare e cercare d’essere comunque narrativi per ora credo che solo la musica possa offrire questa opportunità.

 

Claudio Rocchetti (Foto © Super Ninon)

 

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Claudio Rocchetti: datemi una puntina d’appoggio e vi solleverò il mondo

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Il Vinile, in edicola

La scorsa settimana passo frettolosamente davanti alla vetrina un edicola e quasi non ci credo: ma è davvero una copia in vinile di Kind Of Blue quella che ho visto?

Ebbene sì! Ciliegina sulla torta il fatto che il disco, un’edizione in 180 grammi, sia venduta a 7 euro e 99 centesimi (il resto della collana costerà invece un comunque abbordabile 14,99 € a uscita).

Dall’allegato cartaceo scopro che si può comprare, sempre tramite DeAgostini, anche un giradischi Rega RP1 a 199 €; di certo non un acquisto alla portata di tutti ma un ottimo prezzo per un oggetto di questo livello.

Il segnale è comunque innegabile: qualche anno fa in pochi avrebbero scommesso sulla non-estinzione dei dischi e ora ce li ritroviamo pure in edicola in edizione deluxe a prezzo speciale… Non male.

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